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title: "Il preposto: ruolo e responsabilità"
date: 2026-08-15
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# Il preposto: ruolo e responsabilità

Nel sistema di sicurezza di un’azienda il preposto è la figura più vicina al lavoro quotidiano. È chi, sul campo, controlla che le cose vengano fatte come previsto e interviene quando qualcosa non va. Capisquadra, capireparto, responsabili di linea: dietro questi nomi c’è spesso un preposto ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Comprenderne ruolo e responsabilità è utile sia a chi ricopre questa posizione sia all’organizzazione che la valorizza.

## Chi è il preposto

La normativa definisce il preposto come la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati all’incarico, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. Un aspetto importante è che il ruolo si riconosce dalle funzioni effettivamente svolte: chi guida concretamente un gruppo di lavoratori è preposto anche in assenza di una nomina formale, sebbene individuarlo per iscritto resti una buona pratica.

## I compiti di vigilanza

Il cuore del ruolo è la vigilanza. Il preposto sorveglia che i lavoratori osservino le disposizioni di legge e aziendali e che utilizzino correttamente attrezzature, sostanze e dispositivi di protezione. Tra i suoi compiti rientrano in particolare alcune azioni concrete:

- Verificare che le procedure di lavoro e le misure di sicurezza siano realmente applicate.
- Accertare che i lavoratori usino i mezzi di protezione messi a disposizione.
- Richiamare chi adotta comportamenti scorretti o pericolosi.
- Segnalare ai livelli superiori carenze, anomalie o situazioni di rischio non immediatamente risolvibili.

Questa attività si lega strettamente alle scelte definite nella [valutazione dei rischi](/valutazione-dei-rischi/), di cui il preposto è in un certo senso il garante operativo sul posto di lavoro.

## L’obbligo di intervento immediato

Una responsabilità particolarmente rilevante è quella di intervenire senza esitazioni di fronte a un pericolo. Se il preposto rileva comportamenti non conformi o un rischio per la sicurezza, deve fermare l’attività interessata e, in caso di mancato rispetto persistente, segnalare la situazione ai superiori. In presenza di un pericolo grave e immediato non gli è consentito tollerare la prosecuzione del lavoro. Questo dovere di azione tempestiva distingue il preposto dalle altre figure e ne fa un presidio concreto contro gli infortuni.

## Differenze con datore di lavoro e dirigente

È utile collocare il preposto nella catena della sicurezza. Il datore di lavoro definisce le scelte di fondo e detiene gli obblighi non delegabili. Il dirigente organizza e attua le direttive con autonomia e poteri di spesa. Il preposto, invece, opera al livello esecutivo: non decide gli investimenti né l’organizzazione complessiva, ma garantisce che, nel concreto, il lavoro si svolga in sicurezza. È il collegamento tra le decisioni aziendali e la realtà del reparto, e collabora con figure come il [responsabile del servizio di prevenzione](/rspp/).

## La formazione del preposto

Proprio per il peso del suo ruolo, il preposto deve ricevere una [formazione](/formazione-sicurezza/) specifica e aggiuntiva rispetto a quella generale dei lavoratori, da aggiornare nel tempo. Questa preparazione riguarda i suoi compiti di vigilanza, le modalità per individuare i comportamenti a rischio e gli strumenti per intervenire. Senza un’adeguata formazione, anche la persona più capace fatica a esercitare pienamente le proprie responsabilità.

## Autorevolezza e collaborazione

Perché il ruolo funzioni, al preposto vanno riconosciuti poteri adeguati all’incarico. Vigilare e richiamare senza il sostegno dell’organizzazione è un compito frustrante e poco efficace. Il datore di lavoro e i dirigenti dovrebbero quindi dare al preposto strumenti, tempo e legittimazione per esercitare la sua funzione, evitando di lasciarlo solo di fronte a comportamenti scorretti o a pressioni produttive.

Allo stesso tempo, il preposto migliore non è quello che si limita a sanzionare, ma quello che sa spiegare il perché di una regola e dà l’esempio. La sua vicinanza ai lavoratori lo rende un punto di riferimento naturale: ascoltare le difficoltà del gruppo, raccogliere proposte e riportarle ai livelli superiori contribuisce a far evolvere le procedure verso soluzioni più praticabili. In questo modo la sicurezza smette di essere percepita come un vincolo imposto dall’alto e diventa un modo condiviso di lavorare.

Valorizzare il preposto significa rafforzare la sicurezza dove conta davvero: nel momento e nel luogo in cui il lavoro si svolge. È una figura semplice solo in apparenza, ma decisiva per trasformare le procedure in comportamenti reali.